ORIGINE DEL NOME

		   
 Leggenda vuole che LEGGIANA abbia avuto, in un passato non ben definito,
 una  certa importanza,  come punto di  riferimento o  zona doganale.  Infatti in
 epoca romana vi passava una strada importante, la via  Plestina, chiamata così
 dalla cittā di Plestia  (l'attuale Pischia, nei pressi di  Colfiorito, dove peraltro si
 trovano  numerosissimi reperti romani)  a  cui perveniva.  La medesima strada
 venne  poi chiamata Lauretana,  in quanto portava alla cittā di Loreto,  celebre
 per il Santuario della Vergine. Quindi, chi era di passaggio, se aveva intenzione
 di proseguire,  doveva pagare un pedaggio, dovuto  al regnante del luogo, una
 leggendaria  principessa  Diana.  Le leggi  emanate  da questa  presunta  Diana
 avrebbero  dato origine  alla  attuale parola  LEGGIANA  (ovvero LEGGE DI
 DIANA).
 Tuttavia nel corso dei secoli ha assunto nomi diversi  ma simili, come testimo-
 niano numerosi documenti  dell'epoca, per lo più appartenenti  all'archivio del-
 l'Abbazia di  Sassovivo, dalla quale  il paese dipendeva.  Tale variazione č do-
 vuta alla diversa maniera di pronuncia o di stesura dei testi.
 Il più  antico documento che ci parla  di Leggiana risale al Gennaio  1085 ed è
 un atto di vendita in cui tal Azzo di Lupo vende ad un prete di nome Bernardo,
 dei  terreni,  ricevendone  come  contropartita  altri  in  località  LANDIZANO
 (Leggiana).  Altri documenti, oltre a mostrare l'evoluzione del toponimo, ci of-
 frono un breve stralcio della vita dell'epoca:
  Nei secoli XI e XIII, troviamo citato il paese di LEGGIANA con altro nome:
    LANIANO, LANDIANO, LAGNANO, LANCIANO.
  In un documento datato 28 Febbraio 1217, inviato dalla Santa Sede, da parte
    del Papa Onorio III a  Nicolò, abate  del  Monastero di Sassovivo ed ai suoi
    monaci, viene riconfermata  la protezione del  papato  sul  monastero e  sulle
    sue dipendenze, mantenendo anche gli  antichi  privilegi già concessi dai suoi
    predecessori.
    Il documento è importante  perchè  riporta l'elenco delle varie  proprietà  del
    monastero, fra le quali LANDIANO.
  Il paese, essendo, come del resto tutti gli  altri della valle, sotto la protezione
    dell'Abbazia di Sassovivo, godeva  di alcuni privilegi, come risulta da un do-
    cumento  del 1226, in cui un  certo Filippo di  Rodolfo, podestà  di Foligno,
    promette al monastero di Sassovivo,  in persona del priore Ventura, di esen-
    tare dai tributi gli "homines" (le persone) del  Monastero abitanti nel distretto
    di Foligno, e fra questi anche quelli di villa (villaggio) di LANDIANO.
  Alcuni atti notarili del 1228 ci  consegnano  nomi  di abitanti  di LEGGIANA
    dell'epoca: Benincaca, Diotaiuti di Omodeo, Rubeo di Adenulfo.
  Come risulta dal libro delle decime dell'Abbazia di Sassovivo del  XIII seco-
    lo, la consistenza del patrimonio del paese non era cospicua, ammontava in-
    fatti a 95 libre e 18 soldi,  in terreni posti  lungo la valle  del Guesia  (l'attuale
    Menotre).
  In un documento del 1498, relativo ad un lascito testamentario, LEGGIANA
    viene chiamata LAUDIGIANA.  Tale nome sembra essere  il termine di pas-
    saggio tra quelli dei documenti di Sassovivo e quello attuale di LEGGIANA.
  Nelle  Riformanze del  Comune di  Foligno  del  1541,  troviamo  sindaco di
    LIGGIANA un certo Marsilio di Cola.
  Nel Discorso della cittā di Foligno  dello Jacobilli (1646), troviamo  la parola
    LEGGIANA  identica al  nome attuale.  In tale  opera risulta che il  paese era
    formato da 15 fuochi (famiglie)  e 62 anime (più o meno come  la popolazio-
    ne attuale!).
 Secondo lo studioso tedesco Bofinger, LEGGIANA deriverebbe da LEVIUS
 o LAEVIUS, nomi  romani,  per altri  non  si  escluderebbe  la  derivazione da
 ALLEDIUS o  ALLEIUS o anche  LIDIUS.  Tuttavia a noi piace  pensare  ad
 una misteriosa  principessa Diana, signora della valle,  come ci raccontavano i
 nostri nonni vicino al focolare nelle sere d'inverno.